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E’meglio amare o essere amati?

 

E’meglio amare o essere amati?

Nel Fedro di Platone si narra di un giovane bellissimo e corteggiato che uno scaltro amante voleva convincere di quanto fosse meglio donarsi a chi non ci ama piuttosto che a chi ha un sentimento per noi.

“Colui che ama, infatti, è dominato dal desiderio e desidera forgiarsi il suo amato nel modo più piacevole per se stesso, indispettito dal fatto che il suo amato valga più di lui o gli sia uguale, per paura di perderlo, diventa inevitabilmente geloso, impedendo frequentazioni che potrebbero essere utili alla sua crescita”

Quindi meglio non essere amati se questo ci impedisce di fare le nostre esperienze e di essere noi stessi.

L’amore possesso, l’amore simbiosi non è vero amore se amare davvero qualcuno significa, soprattutto, volere il suo bene, anche se quel bene non siamo noi.

Ma questo tipo di amore, che chiamiamo incondizionato, è quello che mamma e papà provano per noi. Nessun amante tradito o semplicemente lasciato per inseguire un nuovo progetto professionale, farebbe il tifo per la nuova vita del suo amato, in cui inevitabilmente non c’è posto per lui, se non in odore di santità o molti anni dopo, quando l’amore è ormai un lontano ricordo.

Essere amati, quindi, non conviene perché  priva della libertà, perché diventa difficile affermare se stessi ed evitare gli inevitabili compromessi per far felice chi non può vivere senza di noi, dichiarazione di una dipendenza tanto falsa quanto ricattatoria. Una grande fatica soprattutto se il sentimento che ci avvolge non è ricambiato in ugual misura. Il senso di colpa, l’ipocrisia e qualche bugia diventano il nostro quotidiano. E questo diventa ancora più  terribile se, colui che ci ama, ci ama di un amore vero, disinteressato, generoso.

Ci sono momenti della vita in cui si pensa che essere amati possa bastarci e renderci felici. Ci affidiamo a qualcuno perché siamo fragili e cerchiamo rassicurazione. Ma non è mai sufficiente. La nostra autostima, finalmente ricostruita dallo sguardo innamorato del nostro amante, cercherà nuovi stimoli per mettersi alla prova. Presto sentiremo l’inquietudine crescere, l’infelicità farsi strada. Cominceremo a guardarci intorno, a cercare una via di fuga che inevitabilmente finiremo col trovare.

Amare, invece, è sempre un’esperienza meravigliosa. E’una ricchezza tutta tua e che nessuno ti può togliere.

L’amore, lo sapevano bene gli antichi, ti trasfigura, ti porta a superare i tuoi limiti e l’egoismo, ti fa compiere grandi imprese.

Si narra che, nella battaglia delle Termopili, un pugno di Spartani resistettero così a lungo contro l’esercito dei Persiani in quanto i soldati si amavano tra loro e, pertanto, diedero nella battaglia il meglio di se stessi, così come si fa sotto lo sguardo di chi amiamo.

Chi ama è pieno di forza e di entusiasmo. L’amore ci fa belli più di ogni altra dieta dimagrante o ritocchino chirurgico. La pelle splende, l’occhio brilla, ci si dimentica di mangiare, si vive in modo febbrile, scordandosi la fatica.

Ogni amore rende felice, persino quello infelice. Infatti, benchè pensiamo di essere totalmente colmi dell’altro, lo siamo in realtà del nostro stato che ci impedisce, nella sua ebrezza, ogni valutazione obiettiva.

La passione amorosa è incapace di interessarsi realmente all’altro. La passione è solitudine moltiplicata per mille.

L’oggetto amato ha solo il ruolo di un pretesto stimolante, un suono, un profumo che ci inducono a sognare.

Perciò ogni sorta di attività intellettuale e creativa può essere influenzata, talvolta incrementata, elettrizzata dallo stato erotico, anche se viviamo un amore infelice, anzi forse di più. La letteratura, il cinema, la musica si nutrono di passioni non ricambiate. Una tranquilla felicità, dominata da un senso di sicurezza ha senso solo come superamento di una lunga sofferenza che l’ha preceduta. E’ proprio l’angoscia, infatti, che mi dà la misura dell’importanza del mio oggetto d’amore. Ne sa qualcosa ogni giovane Werther che si compiace del proprio dolore, finendo, a volte, con l’amarlo più dell’oggetto che lo ha provocato.

Non vuole essere l’elogio della sofferenza amorosa, è ovvio che chi la vive non è consapevole dei vantaggi che ne trae e non vede l’ora che finisca per accomodarsi in placide acque. Ma chi possiede una natura inquieta non può fermarsi a lungo dove  non sente fremere il cuore.

Amare ed essere amati è il sogno di tutti. Ma l’amore è un equilibrio instabile non un dato acquisito.

Si nutre di distanza, di cambiamenti, di nuove simmetrie. Niente può essere considerato definitivo. E meno male.

In Baci rubati, un film di Francois Truffaut, il folle corteggiatore, che segue da giorni una coppia di fidanzati, dichiara finalmente il suo amore alla fanciulla esterefatta, promettendole assoluta devozione e costante presenza”io sono il definitivo dopo tanti provvisori” afferma, un incubo, per chiunque.

Quindi mai cedere alle richieste ossessive di chi ci ama, perché questa resa della nostra identità porterebbe il nostro amante a non amarci più e renderebbe impossibile per il nostro cuore continuare ad amare. La libertà è, infatti, condizione necessaria all’amore.

Aver paura di innamorarsi troppo cantava Lucio Battisti, il bello dell’amare, in realtà, è farlo senza riserve, chi usa tecniche e strategie non ama.

Poi si si sa, in amore la fregatura una volta la si dà, una volta la si prende, è nell’ordine delle cose.

 

 

 

 

 

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Alessandra Pennetta

Mi chiamo Alessandra Pennetta, sono un'insegnante di Storia e Filosofia, divorziata, fidanzata. Ho due figli di 17 e 21 anni, una madre ottantenne, un bassotto pelo ruvido. L'idea di fare un blog nasce dal piacere di comunicare, di dare e ricevere consigli, di stare al mondo con una postura nuova, affrontando gli eventi in modo attivo, tonico, personale.

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